MJ ultimate show

In Loving Memory of Michael Jackson King OF Pop (1958-2009):

Ieri alle 19 ora Italiana,l’ultimo saluto al “King of Pop” che guardava da lassù come spettatore i funerali che gli hanno dedicato allo Staples Center: dal saluto della figlia Paris Katherine:<> a quello di molte altre personalità famose che erano lì ad omaggiarlo: da Mariah Carrey che lo ha omaggiato cantando “I’ll be there” dei Jackson5 a Stevie Wonder che ha detto seduto a un pianoforte <> al <> di Lionel Ritchie. Per lui anche un commovente discorso del fondatore della Motown,Berry Gordy <> e la testimonianza di 2 giganti del basket americano (NBA,ndr) come Magic Johnson e Kobe Bryant,che hanno ricordato il suo impegno nella beneficienza prima del corale “We are the World!”
All’appello mancava Liz Taylor che da Twitter ha scritto:<>.
(Notizie prese da Metro,quotidiano gratuito di Roma)

Neanche la bara era una bara normale: nè nera e nè marrone e neanche di legno: Michael ascolta i vari omaggi da una bara dorata del valore di 25000$ – la stessa usata da J.Brown – a conferma della sua
“anormalità” e dei suoi eccessi: quegli eccessi che lo hanno reso prima grande e poi che lo hanno gettato in solitudine,rinnegando il colore della sua pelle,per cancellare il suo passato (un padre padrone che lo prendeva a cinghiate se sbagliava un passo di danza) e le sue origini.
Ma alla celebrazione allo Staples Center di L.A. a dare l’ultimo saluto al re del pop non c’erano solo personalità famose (a parte Kobe Bryant,magic Johnson,Usher,Steve Wonder,Mariah Carrey) ma c’è stata la gente comune.
Mariah Carrey e Steve Wonder forse c’erano quando lui stava sprofondando nel baratro,gli altri forse; l’America ci ha mangiato dietro questa macchina da soldi,gettando fango su un uomo debole che ha provato a costruirsi da se la SUA isola felice,il suo paradiso terrestre (il Neverland ranch) come per rifugiarsi da quella gente che prima lo amava e che poi ha iniziato a odiarlo e a non capirlo,credendolo un mostro e dandogli sempre conto negli ultimi anni a questa parte.
I suoi soldi andranno a coprire i suoi debiti e in buona parte in enti benefici ma il processo per pedofilia è stato una macchia indelebile sulla sua persona che troppo ne ha sofferto: una minaccia,un’ombra che lo ha sofferto tanto quanto le violenze subite dal padre padrone Joseph Jackson.
Per un artista come lui,morto da quasi 10 anni,da quando si intonava “Blood on the dance floor” rimettersi in carreggiata con quest’ultimo concerto che voleva organizzare forse gli avrebbe permesso di poter dire:
<>

Per far parlare ancora di sè ma non per le sue operazioni o per la sua camera iperbarica o per la sua malattia ma per la sua musica e per il suo talento di talent-man che sapeva cantare e ballare come pochi altri sanno fare…
Chi non ha potuto essere lì a seguire la celebrazione ha volto rendergli omaggio in modo diverso:
migliaia di dollari in fiori sono arrivati dal Giapponeda quei fan nipponici che non potendo esserci hanno voluto lo stesso rendergli omaggio…Una quindicina di corone di rose rosse e bianche sono stati ordinati direttamente dal Giappone a un fioraio della città gestito da giapponesi.
Ogni corona e ogni mazzo portava con sè i nomi di chi le aveva inviate e un messaggio:
<>: questo è solo uno dei messaggi inviati al Re del Pop.
(Notizie prese da Leggo,quotidiano gratuito di Roma)

In quest’era che ora mai non faceva più per lui,in cui si sentiva scomodo,un diverso, si spegne all’età di soli 50 anni il re del pop (“The king of pop”) Michael Jackson: si spenge la vita “umana” di una persona sola,fragile e diversa ma il mito che lui ha creato di se stesso vivrà in noi fan (eterni PeterPan come lui) e ci accompagnerà ora e per sempre affinchè potrem raccontare alle generazioni future di un PeterPan che è vissuto veramente in mezzo a noi che ha fatto parlare molto di sè ma che intorno a sè ha creato anche un alone leggendario che lo renderà eterno: Michael Jackon il mito continua e sulle “note” di un’altra star leggendaria: “THE SHOW MUST GO ON!”

Spero che ques’ultima recensione sul King of Pop vi piaccia.
L’ho fatta prendendo pezzi del giornale e inserendovi anche dei miei commenti per un uomo che non smetterò mai di stimare…
Un tuo grandissimo fan dal 1988 (Daniele Consalvo in arte Darshes,nato nel 1983 durante l’apoteosi del tuo successo con Thriller)

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